La musica generata dall’AI può essere prodotta in massa e ascoltata da bot: il problema non è solo il copyright, ma l’economia dello streaming.
Cinema, musica, videogiochi, streaming e informazione nell’epoca delle piattaforme e dell’intelligenza artificiale. Un’analisi dei sistemi che producono, distribuiscono e rendono visibili i contenuti, modificando il lavoro creativo, il gusto e la memoria culturale.
La musica generata dall’AI può essere prodotta in massa e ascoltata da bot: il problema non è solo il copyright, ma l’economia dello streaming.
Dopo il no dei grandi streamer, Ben McKenzie porta Everyone Is Lying to You for Money su Eventive il 22 agosto con una proiezione e un Q&A globali.
Gli studios contestano l’uso non autorizzato di opere e identità, ma le posizioni aperte mostrano che l’intelligenza artificiale è già entrata nella produzione, nel marketing e nella difesa dei cataloghi.
Automattic, la società guidata dal cofondatore di WordPress Matt Mullenweg, ha prodotto Code for the People: The Human Story of the Open Web
Amazon lascia Artificial, il biopic di Luca Guadagnino su Sam Altman, dopo la partnership con OpenAI:"Sarà valorizzato meglio se distribuito da un altro studio"
Fox acquisisce Roku per 22 miliardi: non è solo streaming, ma controllo della distribuzione, pubblicità e accesso diretto agli spettatori.
Titan Quest 2 cresce in early access tra nuove mastery, summons, loot e mitologia greca: il ritorno del Diablo-like classico contro l’era live service.
Spotify punta su AI, podcast personali, remix e contenuti generativi: il gusto dell’utente diventa materia prima del nuovo audio personalizzato.
Poppy recita in The Most Perfect Perfect Person, corto di Paul Trillo sull’AI che clona, corregge e sostituisce l’identità pubblica.
Asteria promette cinema AI “etico”, dati licenziati e artisti al centro. Ma la domanda vera resta: chi paga il prezzo del risparmio?