Il web ha ormai due pubblici: persone e agenti

RedazioneTecnologia6 months ago71 Views

Bot, crawler e agenti AI stanno diventando un secondo pubblico del web. Cosa cambia per siti, editori, ricerca, infrastrutture e modelli economici.

Il web è stato progettato pensando a persone che aprono una pagina, leggono, cliccano e magari acquistano qualcosa. Nel 2026 questa descrizione non basta più. Una parte crescente delle richieste arriva da software: crawler, bot automatici e agenti AI che cercano informazioni o svolgono azioni per conto di qualcuno.

Cloudflare ha descritto questa trasformazione con una formula efficace: internet ha un secondo pubblico. Sulla propria rete, l’azienda ha registrato nel 2026 una crescita molto forte delle richieste provenienti da agenti AI e ha indicato che, per la prima volta, oltre metà del traffico osservato non era umano.

Bot, crawler e agenti AI non sono la stessa cosa

Un crawler visita pagine per indicizzarle. Un bot può automatizzare operazioni ripetitive, monitorare prezzi, effettuare scraping o generare spam. Un agente AI prova invece a interpretare un obiettivo, consultare più fonti e compiere una sequenza di azioni.

La differenza è importante perché cambia il rapporto con il sito. Il crawler tradizionale vuole soprattutto leggere. L’agente AI può voler confrontare, prenotare, acquistare o chiamare un servizio.

Perché il web sta attirando così tanto traffico macchina

L’AI generativa ha trasformato miliardi di pagine in una possibile base informativa per motori di risposta e agenti. Allo stesso tempo le aziende stanno automatizzando attività che prima richiedevano navigazione umana.

Cloudflare osserva anche un problema di inefficienza: molti bot ben intenzionati scaricano ripetutamente pagine che non sono cambiate. È il segnale di un web costruito per browser umani ma interrogato ormai anche da macchine.

Cosa cambia per editori e siti

Nel vecchio modello un crawler poteva portare traffico perché indicizzava una pagina e poi inviava l’utente al sito. Un sistema AI può invece leggere l’informazione e restituire direttamente una risposta. Il valore economico del contenuto rischia quindi di separarsi dalla visita.

Questo costringe editori e piattaforme a ripensare accesso, licensing, misurazione e monetizzazione. Anche la struttura stessa delle piattaforme digitali cambia quando il cliente non è più necessariamente una persona con uno schermo.

Un internet leggibile anche dalle macchine

La conseguenza tecnica è la crescita di protocolli, API e formati pensati per rendere servizi e contenuti non solo leggibili, ma anche richiamabili e pagabili da software. In questo scenario la pagina web resta utile agli umani, mentre una seconda infrastruttura descrive alle macchine cosa possono fare.

Non significa che gli utenti umani scompariranno. Significa che il web deve servire contemporaneamente due pubblici: persone che vogliono comprendere e agenti che vogliono agire.

Fonti: Cloudflare, The Internet has a second audience; Cloudflare, Building an open Agentic Internet.

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