Spotify, la Gen AI Bubble e la fine dell’ascolto degli altri
Spotify punta su AI, podcast personali, remix e contenuti generativi: il gusto dell’utente diventa materia prima del nuovo audio personalizzato.
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A Londra la Met testa il riconoscimento facciale live: fino a 5.000 volti l’ora, arresti immediati e dubbi su privacy e sorveglianza.
Il nuovo disegno di legge italiano contro la dipendenza social sposta il mirino su profilazione, algoritmi e design delle piattaforme digitali.
Microsoft porta modelli multipli in Copilot per controllare errori e allucinazioni: segno che il problema dell’affidabilità dell’AI è ancora aperto.
Google prepara controlli per l’AI Search sotto pressione del CMA: il nodo vero è se il web possa sopravvivere quando la ricerca smette di mandare traffico.
Perché internet sembra sempre più stupido: algoritmi, engagement e attenzione spingono contenuti più semplici, estremi e virali a scapito della comprensione.
Stellantis rinnova l’accordo con Palantir per altri 5 anni: più AI, più dati integrati e più controllo nei processi industriali del gruppo.
Arte e attenzione nell’era dei feed: come algoritmi, ranking e piattaforme trasformano creazione, visibilità e percezione del valore artistico online.
Intrattenimento vs arte nell’era delle piattaforme: come feed, metriche e modelli di business ridefiniscono il confine tra opera, contenuto e valore culturale.
Gamification della società: come punti, streak, badge e ranking stanno trasformando lavoro, studio, fitness e comportamento digitale.