Il web ha una rubrica invisibile: come funziona il DNS

RedazioneTecnologia8 months ago69 Views

Il DNS permette di usare nomi come terzapillola.it invece di ricordare indirizzi IP. È un sistema distribuito, gerarchico e fondamentale per il funzionamento del web.

Quando scrivi un indirizzo come terzapillola.it, il browser deve capire quale macchina contattare. Il nome è pensato per gli esseri umani; la rete ha bisogno di un indirizzo. Il DNS, Domain Name System, collega questi due livelli.

Definirlo “rubrica di internet” è utile, ma incompleto. Il DNS è un sistema gerarchico e distribuito che permette a miliardi di nomi di essere risolti senza un unico archivio centrale.

Che cosa succede quando digiti un dominio

Il dispositivo chiede a un resolver DNS quale indirizzo corrisponde al nome. Se il resolver possiede già una risposta valida in cache, la restituisce immediatamente.

Se non la possiede, può interrogare la gerarchia DNS: server root, server del dominio di primo livello e infine server autoritativi responsabili di quel dominio.

Root, TLD e server autoritativi

I root server non conoscono l’indirizzo di ogni sito. Indicano invece dove trovare i server responsabili dei domini di primo livello, come .it o .com. Questi rimandano ai nameserver autoritativi del dominio richiesto.

Il sistema funziona quindi per deleghe. È uno dei motivi per cui internet può crescere senza dipendere da un singolo database globale.

I record DNS non contengono soltanto indirizzi IP

I record A e AAAA collegano un nome a indirizzi IPv4 e IPv6. CNAME crea alias; MX indica i server che gestiscono la posta; TXT può contenere informazioni usate per verifiche e politiche di sicurezza.

Il DNS è quindi una infrastruttura di pubblicazione di informazioni sulla zona, non soltanto un traduttore nome-indirizzo.

La cache rende tutto più veloce

Ogni risposta DNS può avere un TTL, cioè un tempo durante il quale può essere conservata. La cache riduce il numero di richieste e accelera la navigazione.

È anche il motivo per cui una modifica ai DNS non appare sempre nello stesso istante ovunque: resolver diversi possono conservare ancora la vecchia informazione fino alla scadenza.

DNSSEC aggiunge autenticità, non segretezza

DNSSEC usa firme crittografiche per permettere di verificare che una risposta DNS provenga dalla catena prevista e non sia stata alterata. Non cifra però la richiesta.

Per proteggere la riservatezza del traffico tra dispositivo e resolver vengono usati protocolli come DNS over HTTPS o DNS over TLS. Sono problemi diversi: autenticità della risposta da una parte, privacy della richiesta dall’altra.

Che cosa succede se il DNS si rompe

Un sito può essere perfettamente online e risultare comunque irraggiungibile attraverso il suo nome. È uno degli aspetti strani dell’infrastruttura digitale: il server può funzionare, ma se il livello di risoluzione fallisce per l’utente il servizio “non esiste”.

Capire il DNS aiuta quindi a vedere internet per quello che è: una pila di sistemi dipendenti l’uno dall’altro. La pagina web è soltanto l’ultimo strato visibile.

Fonti

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