Anthropic, 1,5 miliardi per i libri pirata usati da Claude

Un giudice approva il maxi accordo tra Anthropic e gli autori: 1,5 miliardi di dollari per i libri pirata acquisiti durante lo sviluppo di Claude.

Un miliardo e mezzo di dollari per chiudere una causa costruita intorno a circa 482mila libri. Il 20 luglio 2026 la giudice federale Araceli Martínez-Olguín ha approvato definitivamente l’accordo tra Anthropic e gli autori che accusavano l’azienda di avere acquisito copie pirata delle loro opere durante lo sviluppo di Claude.

È il più grande risarcimento conosciuto nella storia del copyright statunitense. La cifra prevista è di circa 3.000 dollari per ciascuna opera inclusa, da ripartire tra autori ed editori secondo i diritti posseduti. Oltre il 91% dei titolari coinvolti ha già presentato una richiesta di pagamento.

Il problema non era soltanto addestrare Claude

La causa, avviata nel 2024 da Andrea Bartz, Charles Graeber e Kirk Wallace Johnson, aveva portato alla luce una distinzione destinata a pesare sui prossimi contenziosi sull’intelligenza artificiale.

Nel giugno 2025 il giudice William Alsup aveva considerato legittimo, in quella specifica causa, l’impiego dei libri per addestrare i modelli linguistici di Anthropic. L’addestramento era stato giudicato sufficientemente trasformativo per rientrare nel principio statunitense del fair use.

La stessa protezione non copriva però il modo in cui Anthropic aveva ottenuto e conservato i materiali. L’azienda aveva raccolto più di sette milioni di libri provenienti anche da archivi pirata, creando una biblioteca digitale centralizzata che non serviva necessariamente soltanto all’addestramento dei modelli.

Il nodo è quindi meno rassicurante di quanto suggerisca la formula “addestrare l’AI è fair use”. La sentenza non autorizza le aziende tecnologiche a prelevare qualsiasi contenuto disponibile online. Se l’utilizzo finale può essere considerato trasformativo, l’acquisizione iniziale dei dati resta sottoposta alle regole sul copyright.

Anthropic avrebbe dovuto affrontare un processo nel dicembre 2025, con danni potenziali nell’ordine di centinaia di miliardi di dollari. L’accordo ha eliminato quel rischio, garantendo agli autori una somma elevata ma molto inferiore al massimo teoricamente ottenibile in tribunale. La giudice Martínez-Olguín ha respinto le obiezioni di chi considerava insufficiente il risarcimento, ritenendo che non tenessero adeguatamente conto dell’incertezza di un processo.

Un risarcimento storico che non diventa una licenza

L’accordo riguarda esclusivamente le condotte passate di Anthropic relative all’acquisizione e alla copia delle opere incluse, fino al 25 agosto 2025. Non copre eventuali violazioni prodotte dalle risposte di Claude, non autorizza usi futuri e non concede ad Anthropic una licenza permanente sui libri.

La società dovrà inoltre distruggere i file originali scaricati da Library Genesis e Pirate Library Mirror, insieme alle copie da essi derivate, salvo quelle che devono essere conservate per obblighi legali. Gli autori i cui libri non compaiono nell’elenco dell’accordo mantengono integralmente il diritto di agire in giudizio. Anche alcuni editori e scrittori che hanno scelto di non aderire stanno portando avanti cause separate.

La corte ha ridotto anche il compenso richiesto dagli avvocati. Dei 187,5 milioni di dollari domandati, ne sono stati riconosciuti circa 101,6 milioni, pari al 6,8% del fondo. Il denaro restante rimarrà destinato ai titolari dei diritti, perché il fondo non potrà tornare ad Anthropic.

Il risultato non stabilisce ancora un prezzo generale per addestrare un modello linguistico. Introduce però un segnale economico difficile da ignorare: costruire un’infrastruttura di dati attraverso archivi pirata può trasformare il vantaggio iniziale in una responsabilità miliardaria.

Per oggi, la terza pillola è questa: il copyright non ha fermato l’addestramento dell’intelligenza artificiale, ma ha cominciato a separare l’elaborazione dei contenuti dal modo in cui quei contenuti vengono procurati. Un modello può trasformare un libro; l’azienda che lo costruisce non può per questo trattare una biblioteca pirata come una materia prima gratuita.

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