Automattic, la società guidata dal cofondatore di WordPress Matt Mullenweg, ha prodotto Code for the People: The Human Story of the Open Web
Code for the People: The Human Story of the Open Web è un documentario dedicato alla storia di WordPress e alla difesa di un’infrastruttura digitale fondata su software aperto, proprietà dei contenuti e possibilità di modificare il codice.
Il film, della durata di circa venti minuti, è disponibile gratuitamente online dal 9 luglio 2026.
La regia è di Bao Nguyen, già autore di Be Water, documentario su Bruce Lee, e di The Greatest Night in Pop, dedicato alla registrazione di “We Are the World”. Automattic presenta il corto come un racconto sul passato, il presente e il futuro conteso del web aperto, costruito attraverso le testimonianze di sviluppatori, creatori e membri della comunità WordPress.
Nel documentario compaiono Matt Mullenweg, Anne McCarthy, Ian Stewart, Beau Lebens, Eric Binnion, Paul Maiorana e Mary Hubbard. Mullenweg ha indicato inoltre la partecipazione di Marjorie Asturias, Matías Ventura, Matthew Miller e Paolo Belcastro. Le loro testimonianze illustrano i principi dell’open source: accesso al codice, libertà di utilizzarlo, possibilità di studiarlo, modificarlo e condividerlo.
Nel film vengono ricordati Myspace e Friendster come esempi di spazi digitali scomparsi insieme a una parte rilevante dei materiali e delle relazioni ospitate al loro interno: una piattaforma privata può modificare i propri algoritmi, chiudere un servizio o limitare l’accesso alla comunità costruita dagli utenti.
La proposta di Automattic è quella che sostiene da anni attraverso WordPress: possedere un sito e poter trasferire dati e contenuti, invece di dipendere interamente dalle condizioni stabilite da un social network.
Code for the People affronta anche la concentrazione del traffico e dell’attenzione nelle mani di poche piattaforme. Automattic sostiene che una parte crescente di ciò che gli utenti vedono, pubblicano e possiedono online venga regolata da aziende che controllano algoritmi, infrastrutture e sistemi di raccomandazione.
L’intelligenza artificiale entra nel discorso attraverso la distinzione fra modelli chiusi e tecnologie accessibili. Mullenweg ha spiegato che nel documentario è presente un segmento critico verso OpenAI e verso la distanza fra il nome dell’azienda e il carattere proprietario di molti suoi sistemi.
Ha tuttavia riconosciuto la successiva pubblicazione di modelli con pesi aperti, citando in particolare Safeguard. Secondo Mullenweg, i modelli open-weight più avanzati arrivano attualmente soprattutto dalla Cina, con Nvidia Nemotron come principale eccezione occidentale, collocata intorno al dodicesimo posto nella graduatoria da lui richiamata.
Prima della distribuzione gratuita, il film è stato presentato il 1º luglio al Crosby Street Hotel di New York. Alla proiezione è seguito un incontro moderato dal giornalista Todd Spangler con Bao Nguyen, Matt Mullenweg e altri ospiti. Una seconda anteprima si è svolta il 7 luglio negli spazi di KQED, al 2601 di Mariposa Street, a San Francisco.
La tesi non arriva da un osservatore disinteressato. Automattic porta fuori dalle mailing list, dai repository e dalle discussioni sulle licenze una battaglia che per anni è sembrata materia da sviluppatori, e lo fa con un documentario prodotto dalla stessa società che ha tutto l’interesse a presentare WordPress come l’argine alle piattaforme chiuse.
Tuttavia quando testi, fotografie, contatti e pubblico vivono soltanto dentro una piattaforma privata, l’utente non possiede davvero il proprio spazio: ne ottiene l’uso finché l’azienda ritiene conveniente non chiuderlo, restringerlo o demolirlo cambiando una riga nelle condizioni di servizio.